BERLUSCONI BREAKING BAD series finale teaser S5 E16 “SUPINA”

tratto dal vero teaser S5 E16 Felina- Breaking Bad

992432_10151879895588291_1398526958_n

Pubblicato in ARCHIVIO, L'anno prossimo voglio smetterla con l'etere, Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 77 commenti

10514 GRAZIE AGLI AMICI DEL DONER PER IL MIA AWARD 2013

doner-rimini-foto-1024x682

(Io me e uno dei miei fotografi mentre discutiamo del futuro del web in Italia beviamo in spiaggia a Rimini)

Sabato scorso sono stato alla blogfest di Rimini con una piccola ma agguerrita rappresentanza bolognese a ritirare il premio per il miglior articolo. Tralascerò il fatto che ho scoperto quello che sospettavo, ovvero che i personaggi e le atmosfere da festival non fanno per me (preferisco il mondo reale), e vi ringrazierò perché questo post ha ricevuto 10514 voti contro i 5260 del secondo classificato.

Frrr frrrr (fusa, mie questa volta)

Non voglio dire che sia stata una vittoria schiacciante ma Dj Khaled (la mia guida spirituale) mi ha scritto “Ben fatto negro” su whatsapp.

I 30 secondi prima che si accorgesse di aver sbagliato numero sono stati fra i migliori dell’ultimo anno.

Anche se il premio è per un pezzo di opinione, mi sento di dover ringraziare i fotografi che mi hanno accompagnato negli ultimi mesi: Markus, Roberto, Luca, Alex e Margot.

I reportage non sarebbero mai venuti così senza di loro, la loro indole cagacazzi da fotografi d’assalto e il grande vantaggio di avere sempre due sguardi sulla stessa situazione. Chi manda in giro gente armata di videocamera, smartphone, tablet come delle specie di robocop del giornalismo sottopagato non capisce che non otterrà mai nulla di più che lanci di agenzia. Se vuoi parlare dell’umano devi essere umano.

Grazie quindi a loro e a voi.

p.s.

Grazie anche a Lorenzo di VICE che certe settimane passa più tempo al telefono con me che non con sua madre, a Claudio che quando può corregge le bozze del blog e ad AI-STORM per le giacche.

Pubblicato in ARCHIVIO, è un duro lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo, Senza categoria | 13 commenti

ESERCIZI DI STILE: 5 SCRITTORI FAMOSI, UN SOLO TEMA. A CASO.

Ho provato ad immaginare cosa scriverebbero 5 scrittori messi davanti a un tema a caso. Il tema è la valeriana. Ve l’avevo detto che era a caso.

  Roberto Saviano

Roberto_Saviano_3 (immagine via Biografie online)

La valeriana è ovunque. Se tu non ti fai di valeriana, tua madre si fa di valeriana, se non si fa lei tuo padre si fa di valeriana. Se tuo padre non si fa di valeriana allora si chiama Valeriana. Se tuo padre Valeriana non si fa di valeriana allora tua prozia Edith si fa di valeriana, se lei non si fa di valeriana allora il tuo gatto Kapuściński si fa di valeriana. Questo tra l’altro spiegherebbe perché dorme sempre ed è così grasso. Ma se non si fa il tuo gatto allora si fa il tuo traduttore in norvegese (tutti hanno un traduttore in norvegese. Beh io comunque ce l’ho), se non si fa il tuo panettiere allora si fa il notaio che non ti puoi permettere di pagare se non commerci valeriana dalla Colombia. La valeriana è come quella cosa che ti senti nelle viscere quando ti svegli la notte per controllare la share che hai fatto da Fazio per scoprire se sei ancora uno scrittore (sopra il 4,5% sei scrittore), è una memoria fisica profonda che ti attanaglia le budella piene di sangue, merda e metafore compulsive che farebbe un sedicenne poco dotato ad un corso di scrittura creativa. Un sedicenne che si fa di valeriana. Valeriana insanguinata come una cosa con il sangue sopra. Rosso. Gli unici al mondo che non si fanno di valeriana sono i carabinieri della mia scorta.  ♥ carabineri. Valeriana is a state of mind come mi ha detto Ciriello Smith, un mio informatore del Bronx, che in italiano significa “la Valeriana sta fatta con la menta” (Cit. mancante)

Irvine Welsh

1359491947686

Leith aka Corea-Scozia

“Che cazzo te ne fai di questa roba?” chiedo a Kate agitandole davanti il flacone di quella medicina da quattrinai che ho trovato sul tavolo.

“Valeriana, mi serve per dormire! Non urlare che svegli la bambina cazzo”

Stupida vacca , si lamenta e poi urla più di me. E infatti la bamboccina incomincia a latrare come la sirena della polìs, cosa che mi fa salire la fregola di essere già sul walk a bere due pinte coi i ragazzi davanti alla partita degli Hibs invece che in questo letamaio. Fanculo puttana di una puttana.

Continua a leggere

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, BLOG, esercizi di lettura per analfabeti di ritorno, GREATEST HITS | Contrassegnato , , , , | 3.116 commenti

SE ROMPI IL LETTO FACENDO SESSO È PERCHÈ IL LETTO HA GIÀ FATTO SESSO CON TE

foto-23 (il mio nuovo letto da eroinomane)

Fool me once, shame on you. Fool me twice, shame on me.

L’altra sera mentre “leggevo Dostoevskij” con un’amica il mio letto si è rotto.  Tenete presente che peso ampiamente meno di 100 chili e così credo la mia amica ( ero ubriaco e devo controllare i video, lo farò appena il tipo a cui li ho noleggiati me li riporta)

Era un letto di una multinazionale scandinava che a quanto pare preferisce fornire ispirazione ai pezzi di Vasco Brondi piuttosto che pezzi di ricambio. È una specie di politica industriale che spiega perché nelle camerette che montano nei loro showroom non ci siano mai degli stereo. In realtà pare che una procedura per ottenere i ricambi esista ma è talmente complicata che avrei dovuto assumere qualcuno per seguire le pratiche, mi sono fermato dopo 30minuti di improperi ad un computer. Non voglio dire di aver bestemmiato ma a un certo punto la voce registrata ha esitato per mezzo secondo poi ha detto “ Prema 3 se è veneto”.

 Alla fine nonostante si fosse rotto solo un pezzo ho dovuto buttare via tutto.

Se provi a smontare un letto low cost realizzi in fretta che si tratta di un compito impossibile a meno che in una vita precedente tu non sia stato una giovane marmotta o una chiave a brugola.

Si tratta sostanzialmente di oggetti monouso come le lenti a contatto, l’unica differenza è che i letti low cost non t’impediscono di accoppiarti con tipe coi baffi.

In qualche modo anzi il loro essere sterminati come la steppa russa rappresenta un  incentivo per le copule in cui il criterio di selettività più severo è un nome che finisca per A.

Continua a leggere

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, BLOG, filosofia per panda obesi | 1.347 commenti

SOSTIENI IL DONER, AMA I GATTINI, SEMINA IL KAOS

Cari amici del Doner, grazie per le tre candidature ai Macchia Nera Awards #mia13 sinceramente non me lo aspettavo.

Qui sotto è sorprendentemente possibile votare questo blog come miglior rivelazione, miglior sito di politica-d’opinione (Contro statisti di fama come Beppe Grillo e intellettuali del calibro di Byoblu) e miglior post (I 5 MOTIVI).

Un risultato imprevisto per chi come me prova a fare analisi complesse su un web dominato da una viralità stupida ed effimera. O almeno questo è quello che mi ha detto Zampotta, la mia nuova assistente, che ha promesso che farà tante fusa nel caso dovessi vincere.

Fusa in streaming.

foto

Per non indispettire il felino puoi votare qua:

Continua a leggere

Pubblicato in ARCHIVIO, BLOG | Contrassegnato , , , | 33 commenti

REPORTAGE REDENTORE – SCENE TAGLIATE

 

IMG_1082

Assieme al bravo fotografo e videomaker Luca Bragagnolo sono stato a Venezia per la festa del Redentore per conto di VICE, il reportage pubblicato lo potete leggere cliccando qui.

Siccome originariamente il pezzo era lungo 1247 pagine alcune foto e un paio di video sono stati tagliati. Ci dispiaceva che questo materiale costato lacrime e spritz andasse perso per sempre perciò abbiamo deciso in via eccezionale di pubblicarlo qui sul blog.

Ovviamente per capirne il senso è necessario prima aver letto il reportage pubblicato su VICE, lo spiego nel caso ci fosse qualcuno fra i lettori che considera Fabrizio Barca una valida opzione politica.

DENTRO IL REDENTORE, SCENE TAGLIATE
Continua a leggere

Pubblicato in ARCHIVIO, Reportage per Vice Magazine, REPORTAGE UNTI | Contrassegnato , , , , | 8.381 commenti

IL FESTIVAL DEL BOTTIGLIONE (REPORTAGE PER VICE MAGAZINE)

(foto di Roberto Seclì)

Dal tre al cinque luglio a Bologna si è tenuto il raduno italiano dei fricchettoni lo Strummer Live Festival, un evento di tre giorni nel 2013 con una line up perfetta per il G8 di Genova del 2001.

Incolpate X-Factor, Spotify, gli sgomberi, la SIAE, le dancehall, Paul Kalkbrenner e i voli Ryanair Orio al Serio-Panorama bar, l’eccesso di burocrazia per la musica live, la crisi dell’efficacia pedagogica del flauto dolce nella scuola dell’obbligo, sta di fatto che la musica kefia-compatibile del presente è identica a quella di dieci anni fa.

Il programma prevede Manu Chao, Goran Bregovich, la Banda Bassotti, Tonino Carotone, i Modena City Ramblers, gli Africa Unite.  L’unico artista che non era già famoso nell’era di Seattle è Alborosie, ma solo perché al tempo era ancora bianco. A quanto pare siamo una nazione gerontocratica anche quando si tratta di strimpellare la chitarra e parlare di un mondo migliore, il che è ok solo se pensi che il presente potrebbe essere Vasco Brondi. (Continua a leggere a gratis su Vice Magazine)

 

Pubblicato in ARCHIVIO, Reportage per Vice Magazine, REPORTAGE UNTI | Contrassegnato , , , , , , , | 532 commenti

ABBIAMO DAVVERO BISOGNO DI UN ALTRO MILIARDARIO SCALZO? (Vice Magazine)

Una cosa su cui il potere può fare da sempre affidamento è la capacità delle persone di sforzarsi per ritenerlo buono nonostante ogni evidenza contraria.

È un principio di economia delle risorse: se ti accorgi che il potere non è buono allora devi fare qualcosa, protestare, compiere scelte di vita che ti esporranno all’ostracismo del corpo sociale, forse anche mettere a rischio la tua stessa incolumità, tutte cose che prendono un sacco di tempo e allora tanto valeva non fare l’abbonamento a SKY che già così lo guardi poco.

Il Vaticano, la multinazionale più antica del mondo, nota ai più per i suoi marchi registrati come Cristo™, Croce™ e Sudario™ e per essere stata la prima ONG globale in grado di competere e di essere necessaria al potere politico, queste cose le sa da sempre. Fanno parte del suo know how industriale da ben prima che la Nike inventasse lo sport o Mc Donald’s i clown. (Continua a leggere a gratis su Vice Magazine)

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, Reportage per Vice Magazine | Lascia un commento

VOSTRO ONORE, O QUEST’UOMO È COLPEVOLE O È UN POLLO

Silvio-Berlusconi-007_1200x720-1

(pezzo del 31 luglio 2013)

Da un lato militanti del Pd che lumano con ansia la bottiglia di spumante che tengono in frigo dal 1994 aggrappati all’antiberlusconismo come ultima barriera prima di prendere coscienza di essere di destra ormai da vent’anni buoni. Dall’altro anziane adepte di Iva Zanicchi consumate dall’ansia per le sorti di Silviuccio, il brav’uomo che avrebbe dovuto sbattersi da dietro anche le loro nipotine nell’unica edizione possibile della mobilità sociale nel 21° secolo. Sta di fatto che una parte considerevole d’Italia attende la sentenza della cassazione sul processo Mediaset come se questa, e non le ultime 8 puntate di Breaking Bad, fosse l’evento più importante del 2013.

Continua a leggere

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, giornalismo accidentale, Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 12.217 commenti

RIPONI LE TUE BATTUTE, C’È BEN POCO DA GIOIRE PER BERLUSCONI CONDANNATO (Vice Magazine)

Se fossi un italiano, oggi piuttosto che stappare bottiglie di prosecco del discount in piazza mi nasconderei.

Un momento, io sono un italiano! Dunque continuerò a scrivere questo pezzo da dentro un armadio. Sono vent’anni che Berlusconi fa di questo Paese fondamentalmente ciò che vuole: ha esercitato un controllo ideologico, politico ed economico totale senza alcun precedente che non si affacciasse dai balconi di piazza Venezia o cantasse le sigle dei cartoni animati di Bim Bum Bam.

Non è un caso che i suoi ghost siano gli unici che ancora citano la teoria gramsciana dell’egemonia culturale, ovviamente sempre dicendo che sono gli altri ad applicarla. Se c’è una cosa infatti che ho imparato su Silvio Berlusconi è che accusa gli altri di aver fatto quello che in realtà ha fatto lui. Una volta ho provato a farlo con mia nipote di quattro anni, ma nessuno ha mai creduto che potesse essere stata davvero lei a bere quelle tre casse di birra Moretti durante la funzione pasquale. (Continua a leggere gratis su Vice Magazine)

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, Reportage per Vice Magazine | Contrassegnato , , | 1.344 commenti

PERCHÉ IN ITALIA I SOPRANO NON SE LI È MAI CAGATI NESSUNO (Vice Magazine)

I Soprano sono considerati universalmente una delle migliori serie tv mai realizzate. Più importante ancora: sono stati il primo esempio di narrazione televisiva seriale di qualità assoluta, il punto di non ritorno dove la tv americana ha messo la freccia e ha superato in tromba l’industria hollywoodiana impegnata a produrre in eterno sempre gli stessi film con sceneggiature considerate “sicure”. Cose talmente alienanti che l’apice drammaturgico che vi aspetta nelle multisale oggi è diventato il rischio di trovare nei pop corn un dente della commessa fatta di shaboo che ve li ha venduti, un messaggio dal mondo reale, quello dove accadono ancora delle storie che non presuppongano l’uso di supereroi ed effetti speciali.

Dai Soprano in poi le serie tv di qualità si sono candidate al ruolo di forma più complessa, articolata e meglio scritta della società contemporanea, mettendosi in diretta competizione con i romanzi. Continua a leggere a gratis su Vice Magazine

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, Reportage per Vice Magazine | Contrassegnato , , , , | 16 commenti

IL GRANDE CINEMA ITALIANO

 

 

Quit: Guarda questa foto che ho fatto l’altro giorno…

Produttore cinematografico italiano:  Bella, è Toni Servillo?

Q. No. Non so chi sia ma sono abbastanza sicuro che non fosse Servillo. Ero a Parigi.

P. Beh ma lui è di casa da quelle parti.  Quello di Servillo e Sorrentino è un cinema globale.

Q. Se per cinema globale intendi film dove i protagonisti non passano tutto il tempo ad urlarsi addosso tocchicchiandosi come efebi che si contendono un boscaiolo norvegese mentre urlano “perché il sogno degli anni settanta è mortoo perchééé” o alternativamente non picchiano la moglie insoddisfatti dei risultati della Roma in una caricatura razzista e autoassolutoria del popolo tipica di quella parte d’Italia che manda i figli alle scuole americane, beh sì, il loro è un cinema estremamente globale.

P. Ecco vedi, allora poteva benissimo essere Servillo.

Q. Ti dico di no. Il tizio ha cambiato espressione mentre veniva verso di me. E non ha detto neanche una volta “fessa”.

P. Allora in effetti non poteva essere lui. Però potresti usare questa immagine così chiaramente servilliana per scrivere un soggetto che vada bene per Toni Servillo.

Q. Non lo so,  preferirei  partire pensando a una buona storia, più che agli attori.

P. Ma certamente. Basta che alla fine ne venga fuori qualcosa che possa andare bene per Toni Servillo.

Q. Adoro come sei sensibile alle mie esigenze, mi ricordi le bollette del gas. D’altro canto le estorsioni cartacee sono il vertice mancante del triangolo di dolore che ci unisce, amico produttore. Con una bimestrale da 560 euro non contino su di me alle manifestazioni contro il riscaldamento globale. Quindi, in virtù dell’inevitabilità del circolo delle stagioni, puoi farmi un esempio di storia Servillo-compatibile?

P. Un giornalista che fa due pezzi al mese ma siccome ha scritto un libricino 30 anni fa nel florido mercato editoriale italiano, dove con 16 copie vendute a una prozia zia vai in classifica e ti scopi le minorate, abita in un mega appartamento con terrazza di fronte al Colosseo. È magicamente ricco e annoiato e siccome è un intellettuale raffinato e nichilista passa le sue serate con rappresentanti di giocattoli ed equivalenti cinematografici della Lipperini a ballare canzoni di Bob Sinclair.

Q. Una storia realistica di stringente attualità.

P.  È il ritorno del grande cinema italiano.

Q. L’importante è avere chiari i temi caldi, le esigenze narrative di un paese.

P. Quasi tutti i miei amici vivono lo straniamento esistenziale di Jepy, il geniale personaggio uscito dalla fervida mente di Sorrentino.

Q. I miei amici no, assomigliano sempre più a  “Natural born killers”, e quando il governo Letta  abolirà gli happy hour l’allegra penisola diventerà una gigantesca riedizione della prima mezz’ora di  “Salvate il soldato Ryan” ma più violenta.

P. Sai che quel film mi ha sempre procurato delle enormi erezioni?

Q. Il punto è che il giorno che si dovesse fermare il flusso di salatini sareste fottuti.

P. Come generazione non valete un cazzo, diciamoci la verità. Vorrei vedere quanti di quegli stronzi con due lauree e tre master da 12mila euro l’uno in organizzazione di eventi etnici che aiutano il mondo a sorridere avrebbero i coglioni di comprare una Ferrari azzurra come ho fatto io.

Q. Pochi in effetti.

P. Ecco. E poi tre milioni di euro di incassi la prima settimana cosa ti dicono?

Q. Crisi irrevocabile della scuola pubblica e delle capacità ermeneutiche del pubblico italiano?

P. No. C’è fame di cinema globale, nuovo innovativo, spiazzante.  Basta con la conservazione e i clichè: è ora di rischiare.  Dovresti riscrivere “I vitelloni”. Ma questa volta ambientarlo a Novi Ligure, magari con una breve apparizione di Erika-la-matricida.

Q. La vedrei bene nel ruolo del negozio di madonne.

P. Scordatelo. Quel ruolo Fellini l’aveva pensato per Toni Servillo, lo fermò solo il fatto che al tempo non era ancora nato.  Grazie a questa fortunata coincidenza abbiamo una grande occasione per fare ciò che non fu possibile fare ai tempi.

Q. Ma poi chi userai come protagonista?

P. Il grande Toni Servillo. Ricordati che da bambino lo chiamavano l’Eddie Murphy di Afragola, una volta fece 15 personaggi diversi nello stesso film. Era talmente bravo che nessuno se ne accorse. Tutti credevano fosse un monologo.

Q. A questo punto perché non far scrivere anche la sceneggiatura direttamente a Servillo?

P. Perché a Toni Servillo lo devi pagare, perché a Toni Servillo ci piace la fessa.

Q. Sento un minaccioso sottointeso nell’aria.

P. Vuoi un’arachide?

Q. Spero per te che ci sia almeno una solida opzione per dei mini pretzel nel contratto.

P. Certamente. Ti ho mai parlato della mia Ferrari azzurra?

Q. Audace. Mi sembra di sì, ma dimmi di più.

P. In pratica funziona così: devi avere sempre l’ufficio pieno di mini-pretzel, sperare che nasca una generazione di alienati individualisti incapaci di alcun tipo di sollevazione sociale…

 

(post pubblicato su Franz Magazine)

Pubblicato in ARCHIVIO, BLOG, Comics, filosofia per panda obesi, La svalutazione dello yen mi toglie il sonno | Contrassegnato , , , , , , | 44 commenti

COSA RESTA DELLA SINISTRA ITALIANA

 

Mentre a Roma si festeggia la Repubblica con una parata militare, che è un po’ come rallegrare la cena di Natale del Telefono Azzurro picchiando un bambino, a Bologna quel che resta della sinistra italiana si riunisce per Non è cosa vostra, manifestazione organizzata da Libertà e giustizia. Per chi non fosse un giurista, un magistrato o Ezio Mauro, Libertà e giustizia è un’associazione che, oltre ad avere un nome molto ambizioso in un periodo in cui già avere un lavoro che ti permetta di sfamarti e cambiare una volta al mese la cover del tuo iPhone con una con più finte scaglie d’oro sembra un’utopia, riunisce buona parte dei grandi vecchi della sinistra italiana. Lo scopo è organizzare battaglie civili sotto la guida di Gustavo Zagrebelsky, l’ex presidente della Corte Costituzionale che ogni tanto scrive quegli editoriali su Repubblica che saltate a piè pari per andare alle foto di Balotelli in gita di piacere a Scampia o dentro una velina. (continua a leggere gratis su Vice Magazine)

 

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, giornalismo accidentale, Reportage per Vice Magazine | 5 commenti

ANDRÀ A FINIRE CHE L’AVEVAMO SOPRAVVALUTATO ?


Continua a leggere

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, BLOG, Comics, Grillology- Analisi sul movimento 5 stelle | Contrassegnato , , , , , , , , | 594 commenti

10 SEGNI INEQUIVOCABILI CHE AVERE 30 ANNI NON È COME AVERNE 20

 

 

Ok sai a grandi linee cos’è un meme, una volta hai fatto sesso con una ragazza che usava parole come scialla, continui di tanto in tanto a indossare magliette ironiche. Inorridisci quando qualcuno di più giovane ti dà del lei, circostanza a cui reagisci istericamente chiamando tutta la rubrica in preda al panico

“Mi ha dato del lei, ti rendi conto? Non sarò mica così vecchio vero?”

“Si figuri Quit”

Nonostante questo, la triste realtà è che anche se il direttore della tua banca (o banco posta, o strozzino cingalese o materasso o scatola delle ultime adidas superstar che ti sei comprato nel 1996) non sarebbe d’accordo, sei un trentenne.

I tuoi hangover durano 4 giorni, non scorri resident advisor con fibrillazione il lunedì incominciando a pianificare il weekend successivo, al massimo cambi la pezzetta bagnata che ti sei messo sulla fronte, e se qualcuno ti propone di andare a festival dove si dorme in tenda fra stuoli di suonatori di bonghi cerchi di ricordarti dove hai nascosto la Luger. Fai scelte economiche azzardate e para-borghesi tipo prendere l’alta velocità sulle tratte dove il risparmio di tempo supera le 46 ore e ti preserva da pandemie e viaggi in piedi nei cessi di un interregionale pulito l’ultima volta quando c’era ancora la scala mobile per i salari.

Insomma, sei a una pensione integrativa di distanza dal lato oscuro della forza.

Continua a leggere

Pubblicato in ARCHIVIO, BLOG, L'anno prossimo voglio smetterla con l'etere, Senza categoria | Contrassegnato , , , , , | 621 commenti

“FEMMINICIDIO”, LA BOLLA MEDIATICA DI ULTIMA GENERAZIONE (Deconstructing Italy 01)

E ora navighiamo nella normalità grigia, a cui ci siamo abituati nel corso degli anni e che in effetti non ha molto di normale. Anzitutto perché non c’è coerenza con l’andamento dei fatti. Meglio: con i dati della realtà. I sentimenti sembrano largamente sganciati dagli avvenimenti. I reati criminali rilevati dalle statistiche giudiziarie non segnalano grandi variazioni negli ultimi 10 anni. Semmai, un calo poco significativo in confronto alle oscillazioni emotive rilevate dai nostri sondaggi sulla popolazione. Al contrario, in questa fase l’emergenza legata al lavoro, all’economia, ai mercati scuote gli italiani. Ma in misura, forse, inferiore alle attese.

  Ilvo Diamanti in “La sicurezza in Italia. Significati,  immagine e realtà”, Unipolis

People react to fear, not love. They don’t teach that in Sunday school, but it’s true.  

Richard M. Nixon

1.1.GOVERNARE IL MONDO CON LA PAURA, LE NARRAZIONI DI EMERGENZA CHE INIBISCONO IL PENSIERO RAZIONALE

In principio furono le rapine in villa, la grande mosca cocchiera che traghettò Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi nel 2001. Non so se ve lo ricordate ma al tempo nei condomini a ringhiera di 36 piani, dove al posto dei nomi sui campanelli c’è segnato il tipo di droga diversa che si vende in ogni interno, c’era gente che scuoteva la testa contrita davanti al tg1

“Poveri Fumagalli, re della vite filettata, gli hanno rubato la Lambo, auto che in vita mia ho visto solo quando mio figlio gioca a Need for speed. Dannati comunisti! Rutelli pagherai anche questoooo!”

(l’uomo urla/ la telecamera si alza verso il cielo/ Silvio vince le elezioni/ didascalia: tratto da una storia sorprendentemente vera)

Continua a leggere

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, giornalismo accidentale, GREATEST HITS | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | 10.849 commenti

LA ZOOFILIA DEL VENERDì SERA #spezzettailbiscotto

 

I suoi capelli sanno di shampoo del discount, un gusto acre di acetone camuffato appena dall’aroma artificiale “piccolo pony”, una sintesi talmente perfetta del fallimento della nostra generazione che Santoro potrebbe farci un’intera stagione di Servizio Pubblico.

Come hai detto che ti chiami?”

Chiede mentre mi trastullo con le sue tettone sode come pongo rimasto inutilizzato per troppo tempo.

Solo un’ora e mezza prima eravamo dei perfetti sconosciuti e in effetti, anche se adesso ho in mano le sue mutandine, lo siamo ancora.

Le cose quindi procedono nel migliore dei modi.

Ma andiamo con ordine.

Continua a leggere

Pubblicato in ARCHIVIO, BLOG, La svalutazione dello yen mi toglie il sonno, RACCONTI | Contrassegnato , , , | 36 commenti

IL RAVE DELLE OSTERIE AMA IL PAPA (Reportage per Vice Magazine)

 

 (Io con un alpino all’adunata di Piacenza)

Tutti i giornali che si sono occupati della 86° adunata nazionale degli alpini lo hanno fatto con la tipica semplificazione giornalistica che individua un riferimento sostanzialmente irrilevante a quello che per loro è un tema caldo, sia esso classico ( crisi della famiglia, Papa, bocchini di minorenni al presidente del consiglio) o contingente (ius soli, femminicidio, opinione di Saviano sull’uso delle infradito) e stravolge il significato di un evento per riportarlo al grande universo di senso sclerotizzato che secondo loro deve occupare il cervello degli italiani.

In questo caso l’occasione è stata rappresentata da uno striscione con un saluto al Papa durante la parata della domenica.

Ecco il titolo del corriere.it

e quello di repubblica.it

400mila persone che si concentrano in una città e il meglio che ne riescono a tirarne fuori è una parata militare e un saluto al Papa sarebbero l’idea di divertimento proibito che potrebbe avere Barbara Palombelli, eppure i Quotidiani Italiani Seri provano a vendervela così, giusto per vedere quanto siete scemi o perché in Italia tutto cioè che è divertimento deve essere nascosto e condannato dal Moige.

Fortunatamente io e il mio fotografo Roberto Seclì eravamo a Piacenza a raccontarvi quello che l’adunata degli alpini è stata veramente: Continua a leggere a gratis su Vice magazine

Pubblicato in ARCHIVIO, giornalismo accidentale, Reportage per Vice Magazine, REPORTAGE UNTI | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 1.009 commenti

IL CORPO DI ANDREOTTI (da Vice Magazine)

Lutto fra ex democristiani, UDC, massoni, mafiosi fino al 1980 e autori di Spinoza.it per la scomparsa di Giulio, il divo, Andreotti. Mefistofelica figura chiave della Prima Repubblica, Andreotti è noto agli studiosi per il paradigmatico modo in cui lungo tutta la sua carriera ha somatizzato il potere in suo possesso ingobbendosi e diventando sempre più simile a Belzebù, non a caso uno dei suoi mille soprannomi. Il sette volte Presidente del Consiglio aveva infatti più nickname di un pappone portoricano del Bronx, ma non tutti così divertenti. Proprio per questo il suo famoso motto “Il potere logora chi non ce l’ha” avrebbe meritato lunghe sessioni di psicanalisi, visto che a osservarlo sembrava proprio il contrario. continua a leggere a gratis su Vice Magazine

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, giornalismo accidentale, Reportage per Vice Magazine | Contrassegnato , , , , , , , , , | 6 commenti

IL 25 APRILE DEL PRATELLO ( reportage per Vice Magazine)

 

 

Rousseau, il filosofo che scrisse il primo trattato di pedagogia e poi abbandonò cinque figli (gli disse bene che Freud doveva ancora nascere), intitolò “La religione civile” uno dei capitoli più importanti de Il contratto sociale, il suo libro più famoso.

Lo fece perché era solito sostenere due cose 1. I marmocchi fanno un sacco di casino, meglio metterli al mondo e poi passare le proprie serate all’osteria con delle donne di malaffare 2. Per il corretto funzionamento di uno Stato è necessario istituire una “religione civile” che promuova i valori laici della giustizia e del rispetto delle leggi, una religione con i suoi riti, le sue credenze e i suoi eroi.

Questa riflessione mi viene in mente ogni volta che penso ai motivi per cui nonostante l’autoflagellazione del centro sinistra italiano ricordi quella di un sadomasochista che abbia dimenticato la parola di sicurezza, l’Emilia è elettoralmente ancora una terra rossa. Buona parte (ma non tutta, ovviamente) della risposta al quesito la trovate nel culto della resistenza, che da queste parti è per l’appunto una religione laica.

(Continua a leggere su Vice Magazine)

Pubblicato in ANALISI NON RICHIESTE, ARCHIVIO, GREATEST HITS, Reportage per Vice Magazine | Contrassegnato , , , , , , , , | 588 commenti