ANGELA MERKEL È UNA VERA ATENIESE (Rivista Il Mulino)

  • 31 luglio 2015
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Osservare la parabola con cui dai festeggiamenti per il “no” al referendum greco passando per il discorso di Tsipras all’Europarlamento la Grecia si è schiantata contro il muro della dura realtà dei rapporti di potere, mi ha fatto tornare in mente il noto dialogo, riportato da Tucidide, fra gli abitanti dell’Isola di Melo e i potenti ateniesi, solo che questa volta gli ateniesi erano interpretati dai tedeschi, in un  ricorso storico un po’ cinico, baro e, forse, coi calzetti bianchi. Allora si era nel corso della guerra del Peloponneso e la flotta ateniese approdò presso l’isola di Melo per spiegare ai suoi abitanti (coloni spartani) che la loro neutralità nel conflitto non sarebbe più stata tollerata. Non perché non fosse giusta, condivisibile o perché poco educata, ma perché da abitanti dell’isola di Melo quali erano, semplicemente, non potevano permettersela, se ad Atene la pensavano diversamente.

Spesso questo dialogo è considerato uno dei primi momenti storici in cui vengono esplicitate le forze che regolano i rapporti fra potenze.

Tucidide mette in bocca ai portavoce ateniesi e a quelli dell’isola di Melo tutte quelle valutazioni di forza che di norma si occultano dietro proclami di giustizia e diritto.

A questo proposito sono soprattutto gli ateniesi ad avere idee molto chiare:

«Poiché voi sapete tanto bene quanto noi che, nei ragionamenti umani, si tiene conto della giustizia quando la necessità incombe con pari forze su ambo le parti; in caso diverso, i più forti esercitano il loro potere e i più deboli vi si adattano».

Oggi questa frase aiuta a illuminare quell’errore che è stato anche di Tsipras, aver cioè scelto di giocare una partita sui valori politici, partendo però da una posizione subordinata, in un contesto in cui non si vince per il miglior argomento retorico, ma per la capacità d’imporre la propria linea con qualsiasi mezzo. Continua a leggere su Rivista Il Mulino