CONTRO IL MATRIMONIO. IN GENERALE.

  • 3 febbraio 2016
crazy-married-woman

 

“Quando si trova un coniuge ammazzato, la prima persona inquisita è l’altro coniuge: questo la dice lunga su quello che la gente pensa del matrimonio”

G.Orwell 

Personalmente sono contro il matrimonio. Tutti i matrimoni, sia etero che gay, ma al tempo stesso credo che questo non mi dia il diritto di impedire gli altri di farsi del male da soli, se è questo quello che vogliono. Di più: non credo che nemmeno lo Stato debba o possa impedirvi di prendere esempio da pinguini, in fatto di scelte di vita. ( Anche se attenzione al lato oscuro dei monogami più famosi del mondo )

Volete passare i prossimi 40 e rotti anni della vostra vita con la stessa persona finché non la sopporterete più (il che temo accadrà molto prima di 40 anni), abitare per decenni dentro un coacervo indistricabile di nevrosi, crescere dei figli che dopo esservi costati tempo, affetto e denaro molto probabilmente spariranno alla prima occasione utile e con cui comunque non riuscirete mai a capirvi davvero? Per quanto mi riguarda pollice in su, e penso che lo Stato dovrebbe permettervelo, senza distinzione di preferenze sessuali. Dovreste poter vincolarvi a vita ad un Ficus, se lo desideraste, figuriamoci ad un altro essere umano.

Sarebbe come stare lì a questionare se uno che si vuole lanciare da un aereo senza paracadute deve indossare una tuta marrone o una a pois. Chi se ne frega, il suolo della noia, della guerra fredda coniugale e dei sotterfugi funambolici per farsi una scopata adultera, sarà ugualmente duro quando vi ci schianterete sopra. Per cui, davvero, scegliete pure la tuta che volete.

Certo da un punto di vista meramente logico sarebbe interessante indagare la correlazione fra matrimonio e omicidi casalinghi, facendolo anche solo con un ventesimo della sicumera con cui oggi si assume in automatico omicidio di un uomo nei confronti di una donna = dominio brutale e fallocratico di ogni uomo su ogni forma di vita femminile sul pianeta terra, credo potrebbe dare risultati interessanti.

Nel frattempo però un consiglio su una pratica di uso comune in questi giorni, giusto per non rendersi troppo ridicoli. Frasi del tipo “ah guarda quelle merde vanno al Family day e poi vanno a troie” oppure “Quella zoccola della Meloni è per la famiglia e poi dopo si fa mettere incinta fuori dal matrimonio, non come noi femministe per i diritti delle donne” più che dirci qualcosa sui cattolici che già non sappiamo, rendono pubblico come chi le pronuncia sia davvero molto orgoglioso di non sapere un cazzo della religione professata dalla maggior parte delle persone nel Paese in cui abita. Il che forse è ancora più grave nel caso di persone atee, perché è sempre bene sapere da cosa ci si dissocia, io almeno, da ateo, l’ho sempre pensata così.

Il cattolicesimo si basa sul peccato originale e sull’imperfezione dell’uomo, condizione da cui un credente non si emancipa mai davvero nel corso di tutta l’esistenza, Dio, Gesù, la Chiesa e il mangiare compulsivamente tortine Loacker sono alcuni degli strumenti a disposizione del fedele per cercare di emendarsi, insieme ovviamente al seguire le linee di comportamento richieste da Santa Romana Chiesa™.

L’aspetto interessante del cattolicesimo, che poi è quello che l’ha reso un brand molto più resistente rispetto alle tante dittature e ai totalitarismi “dell’uomo nuovo” che si sono succeduti nella storia, è che non si aspetta davvero che i fedeli siano sempre in grado di rispettare le sue prescrizioni. Perché in quanto uomini sono imperfetti. E peccatori. Certo nel tempo i prezzi da pagare per queste digressioni dalla linea sono cambiati enormemente, storicamente ci si è mossi fra il “ prova a dire che la terra è tonda e ti brucio in piazza” al semplice, si fa per dire, biasimo sociale, o famigliare, o, ancora, intimo e personale tutto interno al proprio “rapporto con dio”.

Ora come giudico tutto questo?

Male, molto male. È chiaro che una religione di questo tipo può molto in fretta prendere derive assolutiste, o, come dimostrano manifestazioni come Family day, tentare quanto meno di tenere la barra del giudizio-di-dio nel campo delle istituzioni secolari, dette anche “i cazzi degli altri”. Questo ovviamente è lesivo della libertà di moltissime persone che non si riconoscono in questa religione o vi si riconoscono in forme soft o personalizzate. Ciò non toglie che attaccare queste persone dandogli degli “ipocriti” sia una grezzata degna di un Travaglio qualsiasi.

Il cattolicesimo differisce dai totalitarismi che credono nella razza, nell’avvenire o nel telefono che ad ogni nuova versione porti l’uomo sempre più vicino alla perfezione, per il fatto che il movimento verso l’esattezza dei fedeli non si compie mai del tutto, per definizione. Non finché siete vivi almeno. La realtà è sempre l’imperfetto, e un imperfetto stabilito sulla base delle regole fornite da un essere immaginario che comunica solo con alcune persone dotate di super-poteri, in una sorta di ciclo continuo di peccato e assoluzione. Frustrante, non c’è che dire, poco consigliabile, concordo, ma definire il suo nucleo teorico ipocrita significa non averlo compreso, perché il fallimento è previsto e incluso nella dottrina.

Inoltre, anche solo per una questione statistica, in mezzo a quelle manifestazioni ci sarà pure qualcuno che è fedele a sua moglie/a suo marito, ma possiamo sorvolare su questa generalizzazione perché in fondo non c’entra con quello che stiamo dicendo. Quest’indulgenza mi serve ovviamente anche per salvare l’argomento iniziale, perché in fondo persino io a malincuore devo ammettere che qualche matrimonio felice deve essere esistito ( anzi lo so per certo, c’è una coppia di miei amici che si è amata alla follia per tutto il tempo in cui è stata sposata, fino a quando, cioè, furono colpiti da un fulmine uscendo dalla cerimonia[1]) .

Tornando a noi quello che questi cattolici dicono non è “noi osserviamo in maniera assoluta la legge di dio, voi dovete fare lo stesso” ma “ Vogliamo che tutti siano costretti ad osservare la legge di dio e chi non dovesse farlo che viva ai margini, fuori dalla legge, si penta, o sappia comunque di vivere nel peccato, in una condizione di inferiorità rispetto a quello che è il precetto divino”.

Accusare un simile modo di pensare d’ipocrisia non solo è tecnicamente sbagliato, ma non è nemmeno necessario per sostenere che se invece di costringerci dentro un ciclo infinito di peccato e assoluzione al solo scopo di rispettare norme divine che non esistono, ci limitassimo a non ledere i diritti degli altri finché non ledono i nostri, vivremmo tutti in un mondo migliore.

[1] Ok, non è vero, i miei amici si sposano tutti dentro delle gabbia di Faraday.

E non ne escono più.

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