LASCIA STARE LA GALLINA

Salvatore Petrachi ha un solo scopo nella vita: entrare nella piccola élite che decide le sorti del Salento, la terra dove vive. Faccendiere titolare di una ditta di security, Petrachi è proprietario con Adamo Greco, amico d’infanzia ed ex contrabbandiere, di un ristorante di lusso attorno al quale ruotano numerose attività illegali. Grazie ai servigi che compie per un avvocato legato alla politica, Petrachi è sul punto di portare a compimento la sua scalata sociale quando un fatto di sangue in un campeggio di Frassanito mette lui e Greco in una posizione che minaccia tutto quello che i due hanno costruito negli anni. Il cinismo, la spietata pulsione al dominio e alla manipolazione di Petrachi lotteranno però per non morire e, anzi, volgere la situazione a proprio favore anche se questo dovesse significare compromettere le esistenze e le speranze del variegato coro di personaggi che incontra sulla sua strada. Con uno sguardo atipico nel panorama italiano, lucido, disincantato ma anche pieno di vitalità, Daniele Rielli alterna stili e registri fra loro diversi che vanno dal dramma a momenti di dirompente ilarità. Il risultato è un romanzo polifonico in cui la narrazione dei giochi di potere nella provincia italiana, in crisi ma ancora saldamente in mano a piccoli gruppi d’interesse, si rivela pretesto per raccontare l’indistricabile rapporto fra vita e male.

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QUITALY

Giovani sognatori mascherati da eroi dei fumetti per le strade di Lucca, scalmanate schiere con occhiali a specchio sulle spiagge di Gallipoli, fanatici del complotto e deliranti raduni aziendali di Herbalife; l’Italia descritta da Quit the Doner è il Paese dei Club Dogo, dei social network e delle vecchie “sfogline”, di Beppe Grillo e degli elettori sfiduciati, delle storie di provincia e degli intrighi di palazzo, di prezzolati autonomisti e idealisti resistenti, del lavoro sottopagato, di Paolo Fox e di intere generazioni smaniose di sentirsi parte di una comunità. Satiro danzante sulle ceneri del politicamente corretto e acuto analista delle dinamiche di massa, il misterioso Quit the Doner viviseziona il Paese reale vestendo di volta in volta i panni dell’intraprendente giornalista d’inchiesta, del brillante filosofo, dell’acre polemista, del rompiscatole; una mente libera, impegnata “nel democratico atto di pensar male”. Dopo essere riuscito a far emergere la propria voce dal marasma che affolla la rete, Quit attraversa i falò rituali delle vanità collettive, descrive e irride, si infervora e si commuove, costruendo un caleidoscopico catalogo dei tipi umani che popolano la nostra penisola. Ne emerge il ritratto cinico e irriverente di un popolo eccessivo, ripiegato su stesso, egotico e passionale: l’affresco tristemente comico di una nazione in cerca di identità.

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