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2013

SOSTIENI IL DONER, AMA I GATTINI, SEMINA IL KAOS

Cari amici del Doner, grazie per le tre candidature ai Macchia Nera Awards #mia13 sinceramente non me lo aspettavo.

Qui sotto è sorprendentemente possibile votare questo blog come miglior rivelazione, miglior sito di politica-d’opinione (Contro statisti di fama come Beppe Grillo e intellettuali del calibro di Byoblu) e miglior post (I 5 MOTIVI).

Un risultato imprevisto per chi come me prova a fare analisi complesse su un web dominato da una viralità stupida ed effimera. O almeno questo è quello che mi ha detto Zampotta, la mia nuova assistente, che ha promesso che farà tante fusa nel caso dovessi vincere.

Fusa in streaming.

foto

Per non indispettire il felino puoi votare qua:

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IL RAVE DELLE OSTERIE AMA IL PAPA (Reportage per Vice Magazine)

 

 (Io con un alpino all’adunata di Piacenza)

Tutti i giornali che si sono occupati della 86° adunata nazionale degli alpini lo hanno fatto con la tipica semplificazione giornalistica che individua un riferimento sostanzialmente irrilevante a quello che per loro è un tema caldo, sia esso classico ( crisi della famiglia, Papa, bocchini di minorenni al presidente del consiglio) o contingente (ius soli, femminicidio, opinione di Saviano sull’uso delle infradito) e stravolge il significato di un evento per riportarlo al grande universo di senso sclerotizzato che secondo loro deve occupare il cervello degli italiani.

In questo caso l’occasione è stata rappresentata da uno striscione con un saluto al Papa durante la parata della domenica.

Ecco il titolo del corriere.it

e quello di repubblica.it

400mila persone che si concentrano in una città e il meglio che ne riescono a tirarne fuori è una parata militare e un saluto al Papa sarebbero l’idea di divertimento proibito che potrebbe avere Barbara Palombelli, eppure i Quotidiani Italiani Seri provano a vendervela così, giusto per vedere quanto siete scemi o perché in Italia tutto cioè che è divertimento deve essere nascosto e condannato dal Moige.

Fortunatamente io e il mio fotografo Roberto Seclì eravamo a Piacenza a raccontarvi quello che l’adunata degli alpini è stata veramente: Continua a leggere a gratis su Vice magazine

LE CIRQUE PD. IL RETROSCENA DELLA SCELTA DI MARINI

Bersani si alza, raggiunge il suo vecchio telefono a disco e compone un numero lunghissimo.  Solo al quindicesimo squillo D’Alema risponde

( Voce adolescenziale, irritata)  “Uff…Prontooo???”

“Ciao Massimo sono io”

“Ciao, cosa vuoi? Dimmi in fretta, mi stavo guardando allo specchio”

“Abbiamo un milione di cazzi da risolvere”

“Francamente Mpfh!”

“Ti ricapitolo la situazione: dalla quarta votazione ci bastano una manciata di voti per eleggere il presidente della Repubblica che vogliamo noi, come sai c’è Prodi che scalpita”

“Orrore!!”

“Lo so, dopo di che una volta eletto Prodi potrebbe sciogliere le Camere e a quel punto candidando Renzi stravinceremmo le elezioni”

“Ahhhrrghhhh!”

“Esatto, non devi certo spiegarlo a me quanto tutto ciò sia assolutamente Ahhhrgggghhhh”

“Dunque? Sii rapido, il mio specchio sente la mancanza di un profilo longilineo, sexy e pieno di intelligenza strategica”

“Grillo ha proposto la Gabanelli”

“Dannata lesbica con il fisico da lanciatrice di coltelli ucraina”

“Hi-hi, che paragoni divertenti che fai Massimo”

“lo so, sono divertentissimo. Il segreto sono i  baffi, sono ilari

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5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO

Aggiornamento maggio  2014: questo post fa ora parte della raccolta di reportage “Quitaly”  acquistabile in libreria o qui

Aggiornamento settembre 2013: questo post ha vinto il  Macchianera Italian Awards 2013 come miglior articolo dell’anno con oltre 10mila voti dei lettori. Grazie a tutti.

5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO

“Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato” 

Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 26 aprile 1921.

Quando è diventato chiaro che Berlusconi era troppo impegnato a cercare di limonarsi da solo per avere la lucidità politica necessaria a mantenere il potere, mi sono chiesto: cosa s’inventeranno questa volta gli italiani?

Domanda legittima quando hai ancora chiaro nei ricordi il clima da caccia alle streghe del 2001 quando l’Italia si divideva in due: da una parte le persone, dall’altra i berlusconiani in erezione. Continua a leggere