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IL RETROSCENA DEL RETROSCENA DEL RETROSCENA. VIAGGIO NEL GIORNALISMO PARLAMENTARE. (minima&moralia)

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“Non ce la faccio più” spiega un collega giovane e sveglio che fa cronaca parlamentare da molti anni, a mo’ d’incoraggiante introduzione nel magico mondo della politica vista da vicino. Siamo seduti su un divano del transatlantico della Camera, il luogo dove si fabbricano quelle 5-10 pagine dei quotidiani in cui i politici si mandano messaggi a vicenda sulla testa dei lettori. Da questo salone lungo e discretamente sfarzoso arrivano la maggior parte dei retroscena, spesso anche quelli più irrilevanti, visto che le informazioni buone e esclusive ci sono metodi migliori per comunicarle, strategie visionarie e clandestine tipo: mandare un sms. Qui lo struscio di politici, giornalisti e commessi non conosce sosta e si confabula alacremente. La ripartizione spaziale del potere è abbastanza intuitiva: le figure importanti stazionano in un punto, quelle medie si coagulano attorno a loro, i cazzoni alla base della piramide sociale (io) vanno avanti e indietro. Continua a leggere su minima&moralia

VOSTRO ONORE, O QUEST’UOMO È COLPEVOLE O È UN POLLO

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(pezzo del 31 luglio 2013)

Da un lato militanti del Pd che lumano con ansia la bottiglia di spumante che tengono in frigo dal 1994 aggrappati all’antiberlusconismo come ultima barriera prima di prendere coscienza di essere di destra ormai da vent’anni buoni. Dall’altro anziane adepte di Iva Zanicchi consumate dall’ansia per le sorti di Silviuccio, il brav’uomo che avrebbe dovuto sbattersi da dietro anche le loro nipotine nell’unica edizione possibile della mobilità sociale nel 21° secolo. Sta di fatto che una parte considerevole d’Italia attende la sentenza della cassazione sul processo Mediaset come se questa, e non le ultime 8 puntate di Breaking Bad, fosse l’evento più importante del 2013.

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RIPONI LE TUE BATTUTE, C’È BEN POCO DA GIOIRE PER BERLUSCONI CONDANNATO (Vice Magazine)

Se fossi un italiano, oggi piuttosto che stappare bottiglie di prosecco del discount in piazza mi nasconderei.

Un momento, io sono un italiano! Dunque continuerò a scrivere questo pezzo da dentro un armadio. Sono vent’anni che Berlusconi fa di questo Paese fondamentalmente ciò che vuole: ha esercitato un controllo ideologico, politico ed economico totale senza alcun precedente che non si affacciasse dai balconi di piazza Venezia o cantasse le sigle dei cartoni animati di Bim Bum Bam.

Non è un caso che i suoi ghost siano gli unici che ancora citano la teoria gramsciana dell’egemonia culturale, ovviamente sempre dicendo che sono gli altri ad applicarla. Se c’è una cosa infatti che ho imparato su Silvio Berlusconi è che accusa gli altri di aver fatto quello che in realtà ha fatto lui. Una volta ho provato a farlo con mia nipote di quattro anni, ma nessuno ha mai creduto che potesse essere stata davvero lei a bere quelle tre casse di birra Moretti durante la funzione pasquale. (Continua a leggere gratis su Vice Magazine)

IL CORPO DI ANDREOTTI (da Vice Magazine)

Lutto fra ex democristiani, UDC, massoni, mafiosi fino al 1980 e autori di Spinoza.it per la scomparsa di Giulio, il divo, Andreotti. Mefistofelica figura chiave della Prima Repubblica, Andreotti è noto agli studiosi per il paradigmatico modo in cui lungo tutta la sua carriera ha somatizzato il potere in suo possesso ingobbendosi e diventando sempre più simile a Belzebù, non a caso uno dei suoi mille soprannomi. Il sette volte Presidente del Consiglio aveva infatti più nickname di un pappone portoricano del Bronx, ma non tutti così divertenti. Proprio per questo il suo famoso motto “Il potere logora chi non ce l’ha” avrebbe meritato lunghe sessioni di psicanalisi, visto che a osservarlo sembrava proprio il contrario. continua a leggere a gratis su Vice Magazine

COSA HA VERAMENTE DETTO MATTEO RENZI AD “AMICI”

Quando ho sentito che Renzi sarebbe andato ad Amici ho subito pensato che il Marione nazionale lo avrebbe piallato come fece a suo tempo con Fassino, il politico più lungimirante degli ultimi 50 anni come si evince da qui

Quando l’attuale sindaco di Torino andò a C’è posta per te la De Filippi mostrò in video la sua tata e rase così al suolo la sua credibilità in tutti i quartieri d’Italia in cui il metro quadro costa meno di 12mila euro.

Ora non so voi ma io non sono certo nato in una favela eppure in vita mia non ho mai conosciuto nessuno che avesse una cazzo di tata.

A quel punto tanto valeva fare entrare in studio direttamente una barca a vela e mostrare le migliorie apportate nel nuovo pozzetto in tek.

Biologico e listellato a mano da intillimani di stretta osservanza dalemiana

M’immagino le dure obiezioni che lo staff di Fassino avrà opposto agli autori di C’è posta per te in quell’occasione

La sua tata?? Ma voi siete impazziti!  È una cosa troppo di sinistra!! Ditelo che volete toglierci voti al centro!

Chiamatemi pazzo se volete ma certi giorni in cui mi sento particolarmente complottista ho come il sospetto  che Mediaset abbia influenzato i risultati delle elezioni negli ultimi vent’anni

Senatore Pdl (urlando) “Le elezioni non si vincono con le televisioni!”
Senatore di sinistra scaltro ( creatura mitologica che esiste solo nella mia testa) “ E allora regalatecele!”
“No, tanto non sapreste che farne: avete solo UNA Serena Dandini!” (risata diabolica)
“Dannazione ha ragione!”
(Non riescono a essere scaltri nemmeno nella mia immaginazione)

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IL DECLINO DELL’IMPERO DEL BOTOX reportage dal mondo Pdl a Piazza del Popolo

Assieme al bravissimo fotografo Marcus Sotto Corona sono stato alla manifestazione del Pdl a Roma per conto di VICE

Andare per la prima volta a una manifestazione del Pdl nel 2013 è come arrivare a una festa in casa alle sei di mattina quando l’alcol e le droghe sono finite da almeno un paio d’ore e qualsiasi cosa di scopabile ormai è nelle stanze al piano di sopra o sui ribaltabili della Y10 parcheggiata in fondo alla strada davanti al manifesto elettorale dell’Udc sulla sacralità della famiglia. (Continua a leggere su VICE)

Berlusconi e Grillo. I populismi di destra e la sagoma di cartone riflettente di D’Alema

 

“I giornalisti sono pagati per sputtanarci”. Ogni volta che Beppe Grillo  rilascia una dichiarazione sembra di assistere a uno spettacolo già visto. Ce n’era un altro che fino all’altro ieri diceva cose come “Il 72% dei giornali sono di sinistra”. Almeno Berlusconi faceva lo sforzo di citare precisissime statistiche inventate di sana pianta, tipo “L’83,45% degli italiani è d’accordo con me: sono sexy”

La continuità fra Berlusconi e Grillo è proprio nel modo di concepire il discorso politico, la narrazione creata da Casaleggio innesta valori nuovi ( pochi, confusi e a spesso contraddittori) in un antico leaderismo populista che divide il mondo in bianco e nero, con noi o contro di noi. Un po’ come faccio io con i cibi sani ma in una maniera più pregna di conseguenze sociali.

Nella storia che racconta Grillo chi non è con lui è automaticamente Kasta e quindi è morto e deve andare a caaaasa.

Grillo rappresenta quindi l’Italia per bene (brividi) contro una compatta, monolitica compagine immaginaria di corrotti e parassiti, gruppo nel quale alla bisogna rientra chiunque si opponga al Beppe-pensiero, dai giornalisti ai dipendenti pubblici passando per sindacati e i dissidenti (che in un altro partito si chiamerebbero correnti) interni al movimento 5 stelle.

Ogni narrazione politica efficace ha bisogno di un nemico e questo, a parte Veltroni e il Pd, lo sanno tutti. Continua a leggere

5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO

Aggiornamento maggio  2014: questo post fa ora parte della raccolta di reportage “Quitaly”  acquistabile in libreria o qui

Aggiornamento settembre 2013: questo post ha vinto il  Macchianera Italian Awards 2013 come miglior articolo dell’anno con oltre 10mila voti dei lettori. Grazie a tutti.

5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO

“Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato” 

Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 26 aprile 1921.

Quando è diventato chiaro che Berlusconi era troppo impegnato a cercare di limonarsi da solo per avere la lucidità politica necessaria a mantenere il potere, mi sono chiesto: cosa s’inventeranno questa volta gli italiani?

Domanda legittima quando hai ancora chiaro nei ricordi il clima da caccia alle streghe del 2001 quando l’Italia si divideva in due: da una parte le persone, dall’altra i berlusconiani in erezione. Continua a leggere

Chissà se negli uffici alle Maldive appendono cartoline dei condomini alla periferia di Bologna-(One shot one kill inverno)

 

Non capirò mai come abbiamo fatto ad arrivare ai mutui a tasso variabile partendo da qui

In fondo la legge americana sul controllo delle armi è una buona legge. Ti permette di comprare dei mitra al supermercato per difenderti da qualche pazzo che, grazie a una legge del cazzo sul controllo delle armi, si è comprato un mitra al supermercato

La quarta ricerca più frequente su google è “google”. Al primo “cosa significa “sapiens” in “homo sapiens”?”

Trattativa stato mafia, secondo una lettera giunta alla procura di Palermo fu un Carabiniere a rubare l’agenda rossa di Borsellino dopo la strage di via d’amelio 20 anni fa. Dovrebbe finire di leggerla in questi giorni Continua a leggere