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Casaleggio

A SAN GIOVANNI NEL DISCOUNT DEL DISSENSO (Linkiesta)

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Cambiare tutto perchè non cambi nulla

(Tomasi di Lampedusa)

Sulla banchina della metro Termini adocchio l’unico gruppo di grillini e salgo con loro. Un ragazzo sui vent’anni indossa una t-shirt con lo slogan “L’onesta andrà di moda”, una di quelle posposizioni valoriali nel futuro che se fossi un borseggiatore leggerei come una tacita autorizzazione. I suoi compagn… scusate amici cittadini onesti invece hanno la bandiera del partito sulle spalle. Un uomo più anziano dice “attenti che poi dicono che siete fascisti” con il tono di chi ritiene con ogni evidenza una simile affermazione una bestialità, un’inflessione vocale conosciuta dai più come il “tono Andrea Scanzi” ma con meno specchi autoriflettenti. Prima ancora che io possa teorizzare sul supporto “dell’uomo della metro” ai grillini, quello si gira rendendo visibile uno spillone pro Grillo appuntato sulla maglia.

“Dove dobbiamo scendere?”

“A San Giovanni”

“Se è aperta… l’ultima volta avevano chiuso la stazione” aggiunge un terzo uomo del gruppo.

“BASTARDI!” sibila il primo.

Benvenuti alla tappa finale del, modesto già nelle intenzioni, #vinciamonoi tour, terra del complotto perpetuo, quella dove le misure standard di ordine pubblico applicate alle manifestazioni di tutte le parti politiche sono per riflesso pavloviano considerate una persecuzione ad movimentum. Continua a leggere su Linkiesta

LE TECNICHE CON CUI GRILLO E CASALEGGIO PRENDERANNO IL POTERE SENZA CHE NEMMENO VE NE ACCORGIATE

La maggior parte delle volte l’informazione italiana reagisce ai fenomeni politici con la prontezza di riflessi di un elefante sotto ketamina e la profonda sensibilità sociale di una ereditiera multimilionaria che adotta un bambino indiano scegliendolo attraverso un torneo dove degli infanti si sfidano a morte con dei coltelli ricavati dai loro biberon di vetro.

Avviso alla Endemol: è un format registrato. Ripeto: è un format registrato

È così che si spiega l’analisi del movimento 5 stelle a cui ci hanno abituato molti quotidiani. In una prima fase è stato ridicolizzato, poi ignorato e infine osannato e interpretato grossolanamente all’indomani delle elezioni. Il mantra più diffuso è stato : “Grillo ha vinto grazie a internet”

Sottotesto: dove posso firmare per diventare uno di voi? Ho un ipad e scrivo editoriali sul Corsera

Un’affermazione che sconta tutta l’arteriosclerosi e l’arretratezza di analisi della classe intellettuale italiana, questi soloni che da quarant’anni scrivono le stesse cose e non solo non hanno visto arrivare Grillo ma quando è arrivato non l’hanno neanche capito.

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IL GIORNO IN CUI I GRILLINI SCOPRIRONO DI STARE SUL CAZZO A UN SACCO DI GENTE

 

Non illudiamoci, Beppe Grillo prenderà un sacco di voti, ma personalmente ricorderò questi giorni come il momento in cui più di centocinquantacinquemila persone hanno usato sui social network un mio post per dire all’Italia quanto trovano inquietante il movimento 5 stelle e i suoi militanti.

Non voglio dire che questo successo mi abbia dato alla testa ma ieri ho passato tutto il pomeriggio a ordinare nuovi cardinali. Continua a leggere

5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO

Aggiornamento maggio  2014: questo post fa ora parte della raccolta di reportage “Quitaly”  acquistabile in libreria o qui

Aggiornamento settembre 2013: questo post ha vinto il  Macchianera Italian Awards 2013 come miglior articolo dell’anno con oltre 10mila voti dei lettori. Grazie a tutti.

5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO

“Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato” 

Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 26 aprile 1921.

Quando è diventato chiaro che Berlusconi era troppo impegnato a cercare di limonarsi da solo per avere la lucidità politica necessaria a mantenere il potere, mi sono chiesto: cosa s’inventeranno questa volta gli italiani?

Domanda legittima quando hai ancora chiaro nei ricordi il clima da caccia alle streghe del 2001 quando l’Italia si divideva in due: da una parte le persone, dall’altra i berlusconiani in erezione. Continua a leggere