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D’Alema

BERLUSCONI BREAKING BAD series finale teaser S5 E16 “SUPINA”

tratto dal vero teaser S5 E16 Felina- Breaking Bad

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COSA STA FACENDO PRODI IN QUESTO MOMENTO

Venerdì 19 Aprile, mattina

Prodi  guarda stancamente i tatuaggi di cui è cosparso il suo corpo, ferite di inchiostro: una per ogni anima che ha levato a dio. Dietro di lui, nella sala della palestra dove si sta allenando, alcune suore Orsoline scandiscono il suo nome alternandolo a lodi a nostro signore.

Un cupo e terrificante canto gotico rovinato appena da “Il pulcino pio” che proviene dalla sala Pilates lì vicino.

Poi Romano poggia il manubrio da 25 kg che usa per il tricipite, deterge il sudore che scende riformista e moderato dalla sua fronte. I suoi occhi a tortello di zucca dardeggiano nella semi oscurità della sala quando estrae dalla tasca uno schizzo stropicciato di quello che sarà il suo prossimo tatuaggio: è il volto di D’Alema.
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LE CIRQUE PD. IL RETROSCENA DELLA SCELTA DI MARINI

Bersani si alza, raggiunge il suo vecchio telefono a disco e compone un numero lunghissimo.  Solo al quindicesimo squillo D’Alema risponde

( Voce adolescenziale, irritata)  “Uff…Prontooo???”

“Ciao Massimo sono io”

“Ciao, cosa vuoi? Dimmi in fretta, mi stavo guardando allo specchio”

“Abbiamo un milione di cazzi da risolvere”

“Francamente Mpfh!”

“Ti ricapitolo la situazione: dalla quarta votazione ci bastano una manciata di voti per eleggere il presidente della Repubblica che vogliamo noi, come sai c’è Prodi che scalpita”

“Orrore!!”

“Lo so, dopo di che una volta eletto Prodi potrebbe sciogliere le Camere e a quel punto candidando Renzi stravinceremmo le elezioni”

“Ahhhrrghhhh!”

“Esatto, non devi certo spiegarlo a me quanto tutto ciò sia assolutamente Ahhhrgggghhhh”

“Dunque? Sii rapido, il mio specchio sente la mancanza di un profilo longilineo, sexy e pieno di intelligenza strategica”

“Grillo ha proposto la Gabanelli”

“Dannata lesbica con il fisico da lanciatrice di coltelli ucraina”

“Hi-hi, che paragoni divertenti che fai Massimo”

“lo so, sono divertentissimo. Il segreto sono i  baffi, sono ilari

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Berlusconi e Grillo. I populismi di destra e la sagoma di cartone riflettente di D’Alema

 

“I giornalisti sono pagati per sputtanarci”. Ogni volta che Beppe Grillo  rilascia una dichiarazione sembra di assistere a uno spettacolo già visto. Ce n’era un altro che fino all’altro ieri diceva cose come “Il 72% dei giornali sono di sinistra”. Almeno Berlusconi faceva lo sforzo di citare precisissime statistiche inventate di sana pianta, tipo “L’83,45% degli italiani è d’accordo con me: sono sexy”

La continuità fra Berlusconi e Grillo è proprio nel modo di concepire il discorso politico, la narrazione creata da Casaleggio innesta valori nuovi ( pochi, confusi e a spesso contraddittori) in un antico leaderismo populista che divide il mondo in bianco e nero, con noi o contro di noi. Un po’ come faccio io con i cibi sani ma in una maniera più pregna di conseguenze sociali.

Nella storia che racconta Grillo chi non è con lui è automaticamente Kasta e quindi è morto e deve andare a caaaasa.

Grillo rappresenta quindi l’Italia per bene (brividi) contro una compatta, monolitica compagine immaginaria di corrotti e parassiti, gruppo nel quale alla bisogna rientra chiunque si opponga al Beppe-pensiero, dai giornalisti ai dipendenti pubblici passando per sindacati e i dissidenti (che in un altro partito si chiamerebbero correnti) interni al movimento 5 stelle.

Ogni narrazione politica efficace ha bisogno di un nemico e questo, a parte Veltroni e il Pd, lo sanno tutti. Continua a leggere

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