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10 SEGNI INEQUIVOCABILI CHE AVERE 30 ANNI NON È COME AVERNE 20

 

 

Ok sai a grandi linee cos’è un meme, una volta hai fatto sesso con una ragazza che usava parole come scialla, continui di tanto in tanto a indossare magliette ironiche. Inorridisci quando qualcuno di più giovane ti dà del lei, circostanza a cui reagisci istericamente chiamando tutta la rubrica in preda al panico

“Mi ha dato del lei, ti rendi conto? Non sarò mica così vecchio vero?”

“Si figuri Quit”

Nonostante questo, la triste realtà è che anche se il direttore della tua banca (o banco posta, o strozzino cingalese o materasso o scatola delle ultime adidas superstar che ti sei comprato nel 1996) non sarebbe d’accordo, sei un trentenne.

I tuoi hangover durano 4 giorni, non scorri resident advisor con fibrillazione il lunedì incominciando a pianificare il weekend successivo, al massimo cambi la pezzetta bagnata che ti sei messo sulla fronte, e se qualcuno ti propone di andare a festival dove si dorme in tenda fra stuoli di suonatori di bonghi cerchi di ricordarti dove hai nascosto la Luger. Fai scelte economiche azzardate e para-borghesi tipo prendere l’alta velocità sulle tratte dove il risparmio di tempo supera le 46 ore e ti preserva da pandemie e viaggi in piedi nei cessi di un interregionale pulito l’ultima volta quando c’era ancora la scala mobile per i salari.

Insomma, sei a una pensione integrativa di distanza dal lato oscuro della forza.

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5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO

Aggiornamento maggio  2014: questo post fa ora parte della raccolta di reportage “Quitaly”  acquistabile in libreria o qui

Aggiornamento settembre 2013: questo post ha vinto il  Macchianera Italian Awards 2013 come miglior articolo dell’anno con oltre 10mila voti dei lettori. Grazie a tutti.

5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO

“Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato” 

Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 26 aprile 1921.

Quando è diventato chiaro che Berlusconi era troppo impegnato a cercare di limonarsi da solo per avere la lucidità politica necessaria a mantenere il potere, mi sono chiesto: cosa s’inventeranno questa volta gli italiani?

Domanda legittima quando hai ancora chiaro nei ricordi il clima da caccia alle streghe del 2001 quando l’Italia si divideva in due: da una parte le persone, dall’altra i berlusconiani in erezione. Continua a leggere