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FENOMENOLOGIA DI VALENTINA NAPPI (Linkiesta)

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Valentina Nappi mi ricorda quel tipo di ragazza che dopo un inizio titubante con il sesso, magari dopo essersi sentita bruttina per un po’, si dà una sistemata e incomincia a guardarsi allo specchio con maggiore fiducia proprio mentre scopre la magica legge del maschio italiano ( basta che me la dia, nda) e ne approfitta per uscire dal cono d’ombra grazie a una spregiudicatezza maggiore di quella delle amiche.

Questo genere di ragazze di solito ci prendono parecchio gusto e nel luna park di uomini che scoprono di avere a disposizione, al tutto sommato modico prezzo della propria disponibilità e della disapprovazione di Massimo Boldi, ottengono botte di autostima che si mischiano all’antica verità che, anche se non è il caso di farlo sapere a una certa categoria di femministe, scopare piace anche alle donne.

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Fino a qui tutto bene. Il problema si pone quando il sesso diventa l’unico motivo di vita e, in contemporanea, si ha la pensata che tutto questo, condito con quattro citazioni modaiole in croce poste lì ermeticamente a significare “cultura” possa dare a una donna, il cui unico merito è di avere una vagina particolarmente attiva, uno spessore intellettuale di alcun tipo. Non ha funzionato con Rocco Siffredi, costantemente ignorato dall’accademia che assegna i Nobel, non funziona nemmeno per le donne. È la parità dei sessi (questa, non quella della Nappi). (Continua a leggere su Linkiesta)

5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO

Aggiornamento maggio  2014: questo post fa ora parte della raccolta di reportage “Quitaly”  acquistabile in libreria o qui

Aggiornamento settembre 2013: questo post ha vinto il  Macchianera Italian Awards 2013 come miglior articolo dell’anno con oltre 10mila voti dei lettori. Grazie a tutti.

5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO

“Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato” 

Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, 26 aprile 1921.

Quando è diventato chiaro che Berlusconi era troppo impegnato a cercare di limonarsi da solo per avere la lucidità politica necessaria a mantenere il potere, mi sono chiesto: cosa s’inventeranno questa volta gli italiani?

Domanda legittima quando hai ancora chiaro nei ricordi il clima da caccia alle streghe del 2001 quando l’Italia si divideva in due: da una parte le persone, dall’altra i berlusconiani in erezione. Continua a leggere