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IL RETROSCENA DEL RETROSCENA DEL RETROSCENA. VIAGGIO NEL GIORNALISMO PARLAMENTARE. (minima&moralia)

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“Non ce la faccio più” spiega un collega giovane e sveglio che fa cronaca parlamentare da molti anni, a mo’ d’incoraggiante introduzione nel magico mondo della politica vista da vicino. Siamo seduti su un divano del transatlantico della Camera, il luogo dove si fabbricano quelle 5-10 pagine dei quotidiani in cui i politici si mandano messaggi a vicenda sulla testa dei lettori. Da questo salone lungo e discretamente sfarzoso arrivano la maggior parte dei retroscena, spesso anche quelli più irrilevanti, visto che le informazioni buone e esclusive ci sono metodi migliori per comunicarle, strategie visionarie e clandestine tipo: mandare un sms. Qui lo struscio di politici, giornalisti e commessi non conosce sosta e si confabula alacremente. La ripartizione spaziale del potere è abbastanza intuitiva: le figure importanti stazionano in un punto, quelle medie si coagulano attorno a loro, i cazzoni alla base della piramide sociale (io) vanno avanti e indietro. Continua a leggere su minima&moralia

Intervista a Paolo Barberis (Venerdì di Repubblica)

 

Sul Venerdì di Repubblica della scorsa settimana ho intervistato il consigliere per l’innovazione di Matteo Renzi. Abbiamo parlato di Webtax, burocrazia online e occupazione.

Per ingrandire cliccare sull’immagine

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Perchè Renzi rischia di autorottamarsi (Linkiesta)

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Da rottamatore a presidente del consiglio via rimpasto, la strada è lunga e rischiosa. Il primo pericolo lungo la scalata di Renzi a palazzo Chigi senza passare dalle elezioni è puramente comunicativo, che oggi come oggi è come dire politico in senso stretto. Una manovra come questa potrebbe colpire al cuore la sua immagine di uomo nuovo, estraneo ai giochi di potere, per quanto possa esserlo uno che punta prima o poi a governare in una democrazia occidentale e non sparare ultrasuoni per anelli mancanti dell’evoluzione su un blog che vende dvd e senso di superiorità morale. Il problema di un Renzi  alle prese con un ribaltone è che “Non sono l’uomo dei palazzi, mi hanno solo messo qui” non suona esattamente come “l’Italia Cambia Verso”.

E Renzi è Renzi anche perché è in grado di sbattere i pugni sui tavoli romani sapendo che il suo asset fondamentale è l’immagine che ha presso il resto del Paese. È un politico che convive abbastanza felicemente con la sua percezione, cosa che dovrebbe essere come andare in bicicletta per chi sceglie questo lavoro ma in realtà fa di lui un albino nel Kenya del centrosinistra italiano.Continua a leggere su Linkiesta

L’insensata ossessione del “Ma Renzi è di sinistra? (Linkiesta)

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Mesi fa, di ritorno da Roma durante i giorni dell’elezione del Presidente della Repubblica, quelli in cui il giovane coguaro Giorgio Napolitano si era nascosto nella boscaglia, mi sono fermato a Firenze a salutare un amico. A un certo punto questo se ne è uscito con un «devo moderare la presentazione di un libro, vieni anche tu così ti presento una persona».Mezz’ora dopo ero in ascensore a Palazzo Vecchio con Matteo Renzi e non avevo ancora finito di pensare “Cosa farebbe Herbert Marcuse al posto mio?” che quello mi aveva stretto la mano e si era presentato come «Matteo». Prima che potessi rispondere «Come il prete della televisione?» la porta si era aperta e l’avevamo seguito in bagno in una specie di walk and talk alla West Wing con l’aggiunta di un incongruente blogger con le sembianze di uno degli attentatori dell’Undici settembre. Io. (Continua a leggere su Linkiesta)

 

I VECCHI E I GIOVANI

È vero, molti giovani italiani sono il tipo di persona la cui idea di “transazione economica conveniente” è pagare 6 euro per una birra piccola marca Chernobyl se in cambio ricevi una ciotola con del cous cous raffermo lasciato lì due ore prima dai tizi che adesso stanno cercando di venderti le rose. O dai loro cani. Dovresti capirlo dal sorrisetto con cui ti osservano: un misto di scherno e attrazione omosessuale frutto della necessità. Per qualche motivo che mi sfugge infatti i venditori di rose cingalesi non sono in cima alla lista dei desideri delle donne italiane. Continua a leggere

COSA STA FACENDO PRODI IN QUESTO MOMENTO

Venerdì 19 Aprile, mattina

Prodi  guarda stancamente i tatuaggi di cui è cosparso il suo corpo, ferite di inchiostro: una per ogni anima che ha levato a dio. Dietro di lui, nella sala della palestra dove si sta allenando, alcune suore Orsoline scandiscono il suo nome alternandolo a lodi a nostro signore.

Un cupo e terrificante canto gotico rovinato appena da “Il pulcino pio” che proviene dalla sala Pilates lì vicino.

Poi Romano poggia il manubrio da 25 kg che usa per il tricipite, deterge il sudore che scende riformista e moderato dalla sua fronte. I suoi occhi a tortello di zucca dardeggiano nella semi oscurità della sala quando estrae dalla tasca uno schizzo stropicciato di quello che sarà il suo prossimo tatuaggio: è il volto di D’Alema.
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COSA HA VERAMENTE DETTO MATTEO RENZI AD “AMICI”

Quando ho sentito che Renzi sarebbe andato ad Amici ho subito pensato che il Marione nazionale lo avrebbe piallato come fece a suo tempo con Fassino, il politico più lungimirante degli ultimi 50 anni come si evince da qui

Quando l’attuale sindaco di Torino andò a C’è posta per te la De Filippi mostrò in video la sua tata e rase così al suolo la sua credibilità in tutti i quartieri d’Italia in cui il metro quadro costa meno di 12mila euro.

Ora non so voi ma io non sono certo nato in una favela eppure in vita mia non ho mai conosciuto nessuno che avesse una cazzo di tata.

A quel punto tanto valeva fare entrare in studio direttamente una barca a vela e mostrare le migliorie apportate nel nuovo pozzetto in tek.

Biologico e listellato a mano da intillimani di stretta osservanza dalemiana

M’immagino le dure obiezioni che lo staff di Fassino avrà opposto agli autori di C’è posta per te in quell’occasione

La sua tata?? Ma voi siete impazziti!  È una cosa troppo di sinistra!! Ditelo che volete toglierci voti al centro!

Chiamatemi pazzo se volete ma certi giorni in cui mi sento particolarmente complottista ho come il sospetto  che Mediaset abbia influenzato i risultati delle elezioni negli ultimi vent’anni

Senatore Pdl (urlando) “Le elezioni non si vincono con le televisioni!”
Senatore di sinistra scaltro ( creatura mitologica che esiste solo nella mia testa) “ E allora regalatecele!”
“No, tanto non sapreste che farne: avete solo UNA Serena Dandini!” (risata diabolica)
“Dannazione ha ragione!”
(Non riescono a essere scaltri nemmeno nella mia immaginazione)

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