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LA SORVEGLIANZA DELL’NSA È MOLTO PIÙ VICINA DI QUANTO PENSIATE- intervista a Fabio Chiusi (Vice)

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Nel giugno del 2013 il mondo ha scoperto di essere sotto sorveglianza elettronica. È successo quando Edward Snowden, un dipendente dell’NSA—il servizio segreto interno degli Stati Uniti—è fuggito delle Hawaii a Hong Kong e ha consegnato a giornalisti del Guardian e del Washington Post documenti riservati che rivelavano l’esistenza di una gigantesca attività di spionaggio americana sui i dati elettronici dei cittadini stranieri e americani, una sorveglianza organizzata attraverso molti programmi con nomi e funzioni diverse, il più famoso dei quali è divenuto Prism.

Da lì in poi alle rivelazioni sui sistemi di sorveglianza ne sono seguite altre e si è scoperto che gli Stati Uniti probabilmente non sono nemmeno i soli a spiare i propri cittadini e quelli di altri Stati. In America, Francia, Germania e Inghilterra queste rivelazioni hanno creato un grande dibattito pubblico su privacy e potere. Meno intenso è stato l’impatto giornalistico e politico che queste notizie hanno avuto in Italia, impegnata a parlare indovinate un po’ di chi.

In questo scenario, uno dei pochi nel nostro Paese a occuparsi approfonditamente e con competenza di quella che a tutti gli effetti è una svolta radicale nella storia delle democrazie occidentali è stato Fabio Chiusi, giornalista e blogger. Con la recente rivelazione che anche i leader politici europei erano sotto controllo americano, la questione è tornata ad occupare le prime pagine dei giornali, comprese questa volta anche quelle italiane. Abbiamo perciò deciso di discutere con lui di sorveglianza elettronica, delle sue implicazioni per vita democratica e personale, oltre a chiedergli cosa dobbiamo aspettarci per il futuro e cosa possiamo fare per proteggerci dallo spionaggio della nostra vita privata.

VICE: I programmi di controllo sono pressoché infiniti: Prism, Blarney, Xkeyscore, Boundless informant… come si differenziano? ( Continua a leggere  su VICE cliccando qui )

NON È UN CASO SE BREAKING BAD HA SPACCATO I CULI PER CINQUE STAGIONI (VICE)

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Attenzione: il post contiene SPOILER. Se non avete ancora visto l’ultima puntata (oI Soprano), leggete a vostro rischio e pericolo.

Come nello sketch di Family Guy, Breaking Bad è diventata unanimemente la serie migliore di tutti i tempi “a parte, forse, The Wire.” In effetti le due serie hanno in comune una cosa che le rende grandi: la dimensione tragica.

The Wire era la narrazione a più livelli del fallimento del capitalismo americano come sistema in cui anche se tutti si propongono di fare la cosa giusta, l’assurdità intrinseca alle istituzioni, alle leggi, alle gerarchie e alle pratiche di potere finisce inevitabilmente per portare al risultato opposto: la vittoria del “male”. Un po’ come quando uscite nei bar vicino a casa dicendovi “questa sera bevo solo una birretta” e tre ore dopo vi ritrovate a cantare ubriachi sotto la mia finestra ignari che adesso posso scaricare da internet le istruzioni per la stampa 3D di un fucile da cecchino.

Breaking Bad, invece, è una serie che stringe il proprio sguardo dal malfunzionamento della macchina sociale alla tragedia esistenziale di un singolo uomo Continua a leggere a gratis su VICE

REPORTAGE REDENTORE – SCENE TAGLIATE

 

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Assieme al bravo fotografo e videomaker Luca Bragagnolo sono stato a Venezia per la festa del Redentore per conto di VICE, il reportage pubblicato lo potete leggere cliccando qui.

Siccome originariamente il pezzo era lungo 1247 pagine alcune foto e un paio di video sono stati tagliati. Ci dispiaceva che questo materiale costato lacrime e spritz andasse perso per sempre perciò abbiamo deciso in via eccezionale di pubblicarlo qui sul blog.

Ovviamente per capirne il senso è necessario prima aver letto il reportage pubblicato su VICE, lo spiego nel caso ci fosse qualcuno fra i lettori che considera Fabrizio Barca una valida opzione politica.

DENTRO IL REDENTORE, SCENE TAGLIATE
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IL RAVE DELLE OSTERIE AMA IL PAPA (Reportage per Vice Magazine)

 

 (Io con un alpino all’adunata di Piacenza)

Tutti i giornali che si sono occupati della 86° adunata nazionale degli alpini lo hanno fatto con la tipica semplificazione giornalistica che individua un riferimento sostanzialmente irrilevante a quello che per loro è un tema caldo, sia esso classico ( crisi della famiglia, Papa, bocchini di minorenni al presidente del consiglio) o contingente (ius soli, femminicidio, opinione di Saviano sull’uso delle infradito) e stravolge il significato di un evento per riportarlo al grande universo di senso sclerotizzato che secondo loro deve occupare il cervello degli italiani.

In questo caso l’occasione è stata rappresentata da uno striscione con un saluto al Papa durante la parata della domenica.

Ecco il titolo del corriere.it

e quello di repubblica.it

400mila persone che si concentrano in una città e il meglio che ne riescono a tirarne fuori è una parata militare e un saluto al Papa sarebbero l’idea di divertimento proibito che potrebbe avere Barbara Palombelli, eppure i Quotidiani Italiani Seri provano a vendervela così, giusto per vedere quanto siete scemi o perché in Italia tutto cioè che è divertimento deve essere nascosto e condannato dal Moige.

Fortunatamente io e il mio fotografo Roberto Seclì eravamo a Piacenza a raccontarvi quello che l’adunata degli alpini è stata veramente: Continua a leggere a gratis su Vice magazine

IL DECLINO DELL’IMPERO DEL BOTOX reportage dal mondo Pdl a Piazza del Popolo

Assieme al bravissimo fotografo Marcus Sotto Corona sono stato alla manifestazione del Pdl a Roma per conto di VICE

Andare per la prima volta a una manifestazione del Pdl nel 2013 è come arrivare a una festa in casa alle sei di mattina quando l’alcol e le droghe sono finite da almeno un paio d’ore e qualsiasi cosa di scopabile ormai è nelle stanze al piano di sopra o sui ribaltabili della Y10 parcheggiata in fondo alla strada davanti al manifesto elettorale dell’Udc sulla sacralità della famiglia. (Continua a leggere su VICE)